Una serata bourguignonne tra amici: quando la convivialità incontra il vino
Immaginate una tavola apparecchiata con una tovaglia turchese, calici e posate pronte. Al centro troneggia un caquelon, la tipica pentola per la fondue, circondata da forchette lunghe e da piatti di carne tagliata a cubetti. La sera è fresca e l’atmosfera rilassata; mentre scorre un buon calice di Champagne, ci prepariamo a vivere una fondue bourguignonne, un rito che trasforma una cena tra amici in una piccola festa.
Da dove nasce la fondue bourguignonne?
Nonostante il nome rimandi alla Borgogna francese, la bourguignonne è nata oltre il confine svizzero. La guida di cucina di Carne Genuina ricorda che si tratta di un piatto svizzero, composto da “piccoli pezzi di carne di manzo cotti in olio e serviti con un accompagno di salse”. La pentola, posizionata al centro del tavolo, è riscaldata da alcool o da una resistenza elettrica e permette a ciascun commensale di cuocere la propria carne.
Le origini del piatto sono comunque legate anche alla Borgogna: la bourguignonne celebra i prodotti locali come il manzo Charolais. A differenza della fonduta savoiarda, a base di formaggio, qui il protagonista è la carne, che viene cotta nell’olio bollente e degustata con diverse salse. Il carattere “fai da te” rende il pasto interattivo e stimola le conversazioni.
Il rituale della bourguignonne
Per una bourguignonne perfetta occorre carne di ottima qualità, tagliata a cubetti di circa 2–3 cm; si possono usare manzo, pollo o maiale. La Francerie consiglia di portare l’olio a circa 190 °C prima di iniziare a cuocere la carne. Ogni commensale ha una forchetta lunga con un colore diverso per riconoscere il proprio boccone.
Le salse fanno la differenza. Oltre alla classica salsa bourguignonne, preparata con vino rosso, cipolla e aglio, si possono servire salsa tartara (maionese con capperi ed erbe), aioli all’aglio e olio d’oliva, o una cremosa salsa bernese. Nella variante piemontese, racconta Carne Genuina, è d’obbligo l’uso di bagnet vert (salsa verde con prezzemolo, aglio e acciughe) e bagnet ross (salsa rossa con pomodori, peperoni e aceto). Queste salse, insieme al pane, a piccoli contorni di verdure e patate, rendono l’esperienza completa.
I vini in abbinamento alla carne
La scelta del vino è cruciale. La Francerie ricorda che in Borgogna la carne immersa nell’olio bollente si sposa con vini rossi robusti come il Pinot Noir. Il corpo medio e i tannini morbidi di un Pinot Noir bilanciano la ricchezza della carne senza coprirne i sapori.
Il nostro percorso enoico
Abbiamo iniziato con un aperitivo di Champagne, André Jacquart – Vertus Experience Premier Cru Extra Brut. La cuvée Vertus Experience è un Blanc de Blancs Premier Cru vinificato extra brut. Il vino si presenta come uno Champagne slanciato, con aromi espressivi di ciliegia bianca e arancia rossa, accenti di caprifoglio, gesso minerale e mandorla tagliata perfetto per preparare il palato.
Per la fondue abbiamo scelto un rosso elegante ma non troppo tannico: un Pinot Noir Beaune Premier Cru “Les Teurons” 2022 – Arnaud Baillot rivela frutti rossi generosi ed eleganti con note di scorza di mandarino e spezie dolci. In bocca è di medio corpo, vellutato e avvolgente, con acidità vivace e tannini morbidi.
Abbiamo proseguito con un Châteauneuf‑du‑Pape “Cuvée Impériale” 2023 – Domaine Raymond Usseglio
La cuvée nasce da vecchie vigne di Grenache (alcune vicine ai 120 anni) e altre varietà autoctone. Al palato è di corpo medio‑pieno, con sensazioni terrose e fresche, note di pepe nero, pietra frantumata e un finale che unisce frutti rossi dolci e cioccolato.
Infine Château Coutet 2011 – Barsac, Grand Cru
Proveniente dalla regione di Barsac nel Sauternais, Château Coutet è uno dei più antichi e prestigiosi Premier Cru Classé. La vendemmia 2011 si distingue per una complessità aromatica sorprendente: in gioventù esprime note floreali di erica e caprifoglio unite a frutti come mela cotogna, pesca bianca, mango, ananas, agrumi e frutta seccaAl palato è avvolgente, con sentori di miele e spezie e una fresca acidità che equilibra la dolcezza
Questi quattro vini rappresentano un viaggio attraverso le regioni vinicole francesi: dal dolce e profumato Barsac alla freschezza minerale dello Champagne, dalla delicatezza del Pinot Noir borgognone alla potenza mediterranea del Châteauneuf‑du‑Pape. Così si otterrà un percorso sensoriale che valorizza ciascuna portata e rende omaggio alla ricchezza dei vini di Francia.
Il gran finale: profiteroles e vino dolce
Dopo la carne, niente di meglio di un dessert. La tavola si riempie di profiteroles ricoperti di cioccolato e di una bottiglia di vino dolce.
Nel nostro caso abbiamo stappato un Sauternes francese in formato da 375 ml; il suo profumo di miele e frutta candita ha accarezzato la dolcezza dei profiteroles e contrastato la nota amara del cioccolato. L’abbinamento tra dessert e vino dolce chiude il pasto in armonia, lasciando la bocca piacevolmente profumata.
Perché organizzare una serata bourguignonne
La bourguignonne non è solo un piatto; è un pretesto per stare insieme. Come ricorda La Francerie, questa tradizione invita a riscoprire il piacere della lentezza, del buon cibo e della buona compagnia. Preparare la carne, scegliere le salse e discutere dei vini crea un’atmosfera partecipata. Ognuno cuoce il proprio boccone, si confronta sul grado di cottura, assaggia una salsa nuova.
Se volete replicare la nostra esperienza, ecco qualche consiglio finale:
Scegliete carne di qualità e tagliatela in bocconi omogenei per una cottura uniforme.
Preparate varie salse: oltre alle classiche, provate il bagnet vert e ross piemontesi.
Iniziate con un aperitivo di Champagne..
Per dessert, optate per profiteroles o piccola pasticceria e abbinate un vino dolce come il Sauternes.
Una serata bourguignonne è un viaggio sensoriale che unisce sapori e convivialità. In un mondo che corre, concedersi il tempo per un pasto lento e condiviso è un vero lusso. E quando sul tavolo ci sono buona carne, ottime salse e vini scelti con cura, la magia è garantita.